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Crisi e Speranze – La forza della memoria La posa della prima pietra dell’ aeroporto Marco Polo di Tessera segna la fine della lotta per mantenere al Nicelli il ruolo di principale scalo veneziano. L’avvento di nuovi modelli di aerei con capacità e potenza tali da rivoluzionare le esigenze del crescente traffico aereo, aveva indotto alcune compagnie aeree straniere ad abbandonare il Nicelli per Treviso, seguite, con l’ammodernamento delle flotte, dalle società aeree nazionali. Il trapasso dal Nicelli al Marco Polo avvenne dopo una strenua resistenza condotta da personaggi che ne avevano vissuto le fasi gloriose e il successo commerciale. La battaglia per la difesa dell’aeroporto lidense come primo scalo cittadino fu condotta in sede locale e parlamentare. Ne furono protagonisti personaggi di diversa età e fede politica. Tra questi Domenico Giuriati, avvocato, pilota della prima guerra mondiale, redattore del primo codice aeronautico italiano, rappresentante dell’Italia presso la IATA, instancabile tessitore e difensore di un progetto di ampliamento del Nicelli presso l’aeronautica militare proprietaria dell’aeroporto. Altro strenuo difensore fu il sindaco on. Gianquinto. In una drammatica seduta notturna della Camera dei Deputati egli riuscì a far votare una delibera che, se da un lato riconosceva la necessità per Venezia e per il Triveneto di uno scalo adatto al travolgente sviluppo del trasporto aereo mondiale, dall’altro assicurava risorse economiche per il prolungamento della pista del Nicelli fino ad almeno duemilatrecento metri. La modifica avrebbe offerto alle Officine Aeronavali la possibilità di accogliere, per le necessarie lavorazioni, i nuovi grandi velivoli ed aprire il capitolo del trasporto aereo regionale di cui Klinger e la stessa Camera di Commercio di Venezia erano preveggenti assertori. L’inaugurazione del Marco Polo, dunque, segnò l’inizio della terza decadenza del Nicelli, la più grave e la più complessa della sua esistenza, procrastinata nei limiti del possibile da Klinger. Nell’intento di rimandare il trasferimento delle Officine a Tessera il Presidente delle OAN costituì attrezzati gruppi di tecnici per dare assistenza in altri aeroporti ad aerei che non potevano giungere al Nicelli. Quando il costo di tali gruppi operativi si rilevò insostenibile Klinger decise il trasferimento dell’industria, superando l’impatto emotivo che tale decisione comportava. Con competenza e coraggio, affiancato da affezionati tecnici e maestranze, realizzò l’operazione, malgrado l’enorme esposizione finanziaria. L’ industria, eretta su progetti studiati razionalmente, dotata di idonei macchinari ed attrezzature, fu oggetto di ammirazione, rappresentando la base della grande omonima futura azienda dell’Alenia. Nel tentativo di mantenere l’operatività del Nicelli lo storico Aeroclub di Venezia G. Ancillotto, proseguì la sua attività di promozione e formazione dando vita, oltre alle attività istituzionali, a manifestazioni che costituiscono testimonianze, tuttora valide, di iniziative, tra le quali le Mostre Aeree Internazionali. Ne furono protagonisti uomini illustri del calibro di Gianquinto, Ligabue e Mozzetti Montemurici. L’Aeroclub, malgrado gli sforzi compiuti non riuscì nell’intento. La lunga decadenza del Nicelli ebbe una momentanea interruzione con l’acquisto e il restauro degli hangar e degli edifici delle ex Officine Aeronavali da parte dell’ industriale Luciano Sorlini, pilota e appassionato di aviazione. Incomprensioni ed altre difficoltà chiusero presto questa incoraggiante parentesi e occorre giungere all’inizio degli anni duemila per registrare nuovi segni di ripresa rappresentati dal restauro della aerostazione, dalla costruzione di una nuova e moderna torre dell’ ENAV, di piazzali, di nuovi hangar per iniziativa della società di gestione Nicelli SpA. Gli avvenimenti di questi anni confermano il valore della memoria evidenziata con molteplici iniziative pubbliche e popolari a favore di protagonisti della storia dell’aeroporto come Renato Morandi e Umberto Klinger, fattore indispensabile al rilancio del bene nella corretta e produttiva destinazione d’uso.
Lo studio delle vicende dell’aeroporto e la collaborazione morale e propositiva all’impegno alla società di gestione, costituiscono oggi obiettivi istituzionali dell’Associazione Amici dell’Aeroporto G. Nicelli. (BD)
Collaborazione per la parte storica dell'Associazione Amici Dell'Aeroporto G. Nicelli Elaborazione testi e selezione immagini a cura di Bruno Delisi e di Franco Briganti. Si ringraziano per la disponibilità gli archivi Aerofan, Caproni, Briganti, Klinger, Morandi e OAN

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