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La Transadriatica e la Prima Compagnia Aerea di Bandiera In Italia l’aviazione commerciale si sviluppò con molto ritardo rispetto ad altri paesi europei. Le prime compagnie aeree italiane videro la luce nel 1926 quando Germania, Francia e Inghilterra disponevano di affermate reti nazionali e internazionali. Nel nostro Paese la Transadriatica S.A. fu tra le prime a dare vita, con visione pioneristica, a questo importante settore industria Ne fu animatore l’ing. Renato Morandi che realizzò il progetto insieme al padre Gustavo, importante broker marittimo di Ancona, e ai fratelli Mario e Bruno con il valido sostegno del veneziano Domenico Giuriati, pilota nella grande guerra, noto giurista e membro della Camera dei Deputati. La storia della società nasce da un incontro tra Renato e Hugo Junkers, il grande progettista e costruttore aeronautico tedesco, il quale, apprezzandone le idee e la intraprendenza, lo invitò a trascorrere uno stage nella fabbrica di Dassau. Dall’ esperienza Renato Morandi trasse la convinzione che con gli aerei terrestri Junkers, costruiti interamente in metallo in un’ epoca in cui gli aerei erano fabbricati con legno e tela, avrebbe potuto lanciare una linea al di là delle Alpi collegando l’Italia con l’ Europa orientale. Il successo del volo inaugurale Venezia Vienna, realizzato con uno Junker monomotore I BATB, partito dal Nicelli, gli dette ragione. Disporre del campo del Lido non fu facile. II Ministero della Guerra, restio a concederlo trovandosi la struttura in zona fortificata, aveva proposto, in tempi diversi, gli scali di Zaule a Trieste e di Campalto vicino a Mestre, entrambi in peggiori condizioni di quello del Lido. L’assegnazione, su intervento di Italo Balbo, dell’aeroporto di S. Nicolò al demanio aeronautico risolse il problema e con l’affermazione della Transadriatica, che l’aveva prescelto come base operativa, ebbe inizio la sua prima rinascita. Gli aerei della società, contrassegnati dalla rondinella azzurra, opera della pittrice lidense Amalia Venturini, raggiunsero Graz, Vienna, Monaco di Baviera e i principali centri della Penisola quali Trento, Firenze, Roma, Brindisi, quest’ultimo punto di partenza di traffici per il medio oriente. In pochi anni l’aeroporto con il diretto impegno dell’Aeronautica Militare e delle locali Amministrazioni fu ampliato e provvisto delle prime strutture necessarie ad assicurare al traffico i servizi essenziali, incluse alcune officine, embrione di un futuro polo industriale aeronautico.
Dopo l’immatura morte di Renato Morandi nel 1931 la Transadriatica fu acquistata dal Ministero dell’Aeronautica che ne trasferì il patrimonio alla Società Aerea Mediterranea (SAM), compagnia a capitale pubblico costituita con il fine di approntare, seguendo l’indirizzo dei maggiori governi europei, un contenitore nel quale far convergere le società aeree private. A condurre l’operazione, frutto anche della grave crisi degli anni trenta, Balbo nominò Umberto Klinger Presidente della SAM, che nel 1934 divenne la prima compagnia aerea di bandiera italiana con il nome di Ala Littoria S.A. dopo aver incorporato la Adrio Lloyd di Tirana, la Transadriatica di Venezia, la SISA di Trieste, la SANA di Genova, l’Aeroespresso di Roma e la Nord Africa di Bengasi. Umberto Klinger, di famiglia veneziana, raccolse l’eredità della Transadriatica adottando la rondinella come simbolo della compagnia di bandiera ed elevando il Nicelli al rango di secondo aeroporto italiano. Nel 1935 inaugurò insieme al Gen. Aldo Pellegrini, comandante dell’Ufficio Aviazione Civile, la nuova aerostazione, realizzata con l’apporto di grandi architetti e artisti. Nel 1938, dopo l’ampliamento delle officine che giunsero a revisionare annualmente fino ad ottocento motori e ad impiegare nelle lavorazioni raffinate tecnologie e centinaia di operai e tecnici veneziani, fu la volta dell’ampio edificio dedicato alla mensa e al dopolavoro. Klinger mantenne la presidenza della prima compagnia di bandiera fino al 1943. Negli anni precedenti il conflitto sotto la sua guida la compagnia portò a termine la fusione delle società incorporate ed una estesa rete di collegamenti. La compagnia divenne di conseguenza una delle più importanti società europee e la prima, per chilometraggio annuo percorso, di quelle operanti in Africa.
Collaborazione per la parte storica dell'Associazione Amici Dell'Aeroporto G. Nicelli Elaborazione testi e selezione immagini a cura di Bruno Delisi e di Franco Briganti. Si ringraziano per la disponibilità gli archivi Aerofan, Caproni, Briganti, Klinger, Morandi e OAN
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